Vizi privati, pubbliche virtú

Stiamo vivendo un importante paradosso nella societá.
Da un lato, troviamo una sempre maggiore attenzione da parte del legislatore alla tutela della privacy di ognuno, manifestata attraverso l’introduzione di normative sempre piú stringenti.
Dall’altro, invece, assistiamo ad una crescente tendenza, da parte degli individui, a rendere pubblici non solo i propri dati, ma frasi, immagini, filmati dei piú svariati momenti della propria vita, della propria giornata.
Da un lato, riteniamo che la registrazione delle transazioni della nostra carta di credito piuttosto che le attestazioni di transito dai caselli o la videosorveglianza nei luoghi pubblici siano una sorta di Grande Fratello pronto a memorizzare ogni nostro spostamento.
Dall’altro, sta dilagando l’utilizzo di applicazioni social come “Luoghi” di Facebook che ci permette di spiattellare ai quattro venti dove ci troviamo in un determinato momento della giornata.
Ma allora cosa vogliamo veramente? La risposta credo che sia da ricercarsi nella differenza tra pubblico per tutto il mondo e pubblico soltanto per la nostra rete, per chi è presente nel nostro Social Network.
E a questo punto, mi chiedo se non vi sia mai capitato di avere il desiderio o la necessitá di suddividere la vostra rete in sottoreti ; se non vi sarebbe molto utile avere sul vostro Social un certo numero di conoscenti, un discreto numero di colleghi, un limitato numero di amici e solo pochi amici ‘veri’ e di poter scegliere a quali di questi gruppi dare visibilitá a un vostro post, senza scegliere singolarmente ogni contatto a cui dare accesso, ma semplicemente indicando il sottogruppo che potrá vedere il contenuto postato.
Speriamo che i Social introducano presto questa possibilitá.

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