Hacker attaccano Silk Road 2, svuotando le casse del portale di 4.000 bitcoins

“Sto sudando mentre scrivo queste parole … devo pronunciare parole fin troppo familiari a questa comunità  : Siamo stati attaccati da hacker “, ha scritto Defcon, moderatore di Silk Road 2, in un suo post di ieri . “Le nostre prime indagini indicano che un fornitore ha sfruttato ripetutamente una vulnerabilità recentemente scoperta nel protocollo Bitcoin noto come ‘transaction malleability‘  per prelevare tutte le monete digitali dal nostro sistema fino a quando non era completamente vuoto.”

screen-shot-2014-02-13-at-4-39-57-pmSono parole che fanno crollare le certezze sulla sicurezza del protocollo, del proprio wallet, dei propri soldi. E invece è tutto vero. C’è chi nel commentare il post ha azzardato l’ipotesi che sia l’amministratore del sito ad aver operato il furto, altri sono perplessi su come possa essere accaduto senza che ce ne si accorgesse dal momento che occorre ripetere l’operazione molte volte per prelevare grossi quantitativi di criptovaluta, fatto sta che qualcuno ha svuotato le casse di Silk Road 2 di tutti i bitcoin depositati (circa 4.000), lasciando una perdita stimata (al cambio di oggi BTC/USD) di circa 2 milioni e mezzo di dollari.

Più che il danno, comunque importante, per il sito di scambi (appena rilanciato come Silk Road 2 dopo che il precedente Silk Road era stato chiuso dall’FBI a seguito della scoperta che il suo fondatore Ross William Ulbricht è accusato di diversi crimini tra cui omicidio e traffico di stupefacenti ed in attesa di processo) la questione è l’impatto negativo sulla fiducia nella sicurezza del protocollo open source dei bitcoin, che ha portato nei giorni scorsi ad un elevato numero di scambi che bloccando temporaneamente l’exchange MtGox e portando un conseguente drastico calo del valore della moneta digitale, stimato ad oggi in circa 50 punti.

Come sempre in questi casi la comunità di internauti si è spaccata in due filoni : innocentisti e colpevolisti ; da un lato chi continua a sostenere che si tratti di una messa in scena ai danni degli utenti e a favore degli amministratori del sito, dall’altro chi invece ricorda come siano già accaduti in passato episodi in cui alcuni hacker siano riusciti a sfruttare il noto (per i nerds) bug del protocollo impossessandosi indebitamente di cryptocurrency.

Le ultime indiscrezioni che filtrano dagli ambienti legati a Silk Road 2 parlano di una probabile identificazione della provenienza dell’hacker come di origine francese o australiana.

Ma i dubbi restano.

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